Se il nostro linguaggio è la cartina di tornasole
della realtà che ci circonda,
il fatto che il termine "zucchero"
si
sia imposto come sinonimo ,
o meglio metonimico, della parola
"dolcezza",
rende l'idea dell'importanza del ruolo ricoperto
da
questo alimento nella nostra cultura gastronomica.
Quello che probabilmente
Alessandro il Grande
conobbe come "il miele che non aveva bisogno di
api",
è un prodotto che non può mancare,
nell'arsenale di ogni buona
massaia.
E non solo nel campo della pasticceria,
che di primo acchito sembra essere
il suo dominio esclusivo ed unico.
La sua versatilità ne consente
l'utilizzo
anche in alcune preparazioni da forno,
o per ulteriore esempio nelle
pietanze cosiddette "agrodolci".
In commercio, si trova sotto molteplici
forme,
dal semolato a quello fine e immediatamente solubile.
Ma la magia del fuoco sa
sublimarne forma e consistenza,
piegandolo ai giochi più audaci della fantasia
gastronomica...
