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Visualizzazione post con etichetta pesce. Mostra tutti i post
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giovedì 23 gennaio 2014

Spiedini di polenta fritta e gamberoni per contest Guerzoni


Qual è il napoletano che non conosce
 e non ha mai mangiato almeno una volta in vita sua 
gli scagnuzielli? 
Penso che nessuno risponderà al mio appello
 in modo negativo.
Per chi non è esperto di street food napoletano, 
specifico che altro non è che polenta fritta,
venduta nel famoso "cuppetiello"
 tra i vicoletti della nostra bella città.
Da questa golosità ho tratto ispirazione 
per creare questo spiedino, 
composto quindi da un blocco di polenta, un gamberone, 
un filo di radicchio rosso
con alla base una crema di aceto balsamico a completare il tutto.

martedì 10 dicembre 2013

Vermicelli alla poverella


Vermicelli alla poverella,
un primo che racchiude in sè 
un gusto ed un sapore unico,
nonostante ci siano pochi ingredienti.
Si prepara rapidamente e 
senza grosse difficoltà.

giovedì 26 settembre 2013

Polpi alla Luciana


Buona sera!
Avete mai provato questa caratteristica ricetta tradizionale,
che prende il nome dal rione di Santa Lucia,
storica residenza dei pescatori napoletani?
Ancora oggi la  troviamo sulle nostre tavole,
per deliziarci con il suo gusto unico..
vi invito a provarla!

giovedì 8 agosto 2013

Carpaccio di polpo e Vini Cantine Settesoli




Nella mitica epopea di Gilgamesh, Utnapishim,
 saggio re e sacerdote protetto dal dio Ea, 
offre da bere ai carpentieri impegnati
 nella costruzione della nave
 della salvezza dal diluvio universale, 
offrendo vino "come se fosse acqua di fiume". 
Una testimonianza, questa,
 che anche l'antichissima civiltà babilonese 
conosceva la bevanda che dà l'ebbrezza. 
Come in Babilonia, anche in Giordania, in Palestina
 e in Egitto si sviluppò la coltivazione della vite,
 iniziata già tremila anni prima di Cristo. 
In Egitto, nello specifico, era tale l'importanza spirituale 
del vino, che esso veniva consumato soltanto in occasione
 di specifiche cerimonie religiose.
 Tuttavia, alcuni geroglifici risalenti al 2500 a.C.
 testimoniano l'uso della bevanda anche fuori 
da contesti strettamente religiosi. 
Dall'Egitto, il percorso del vino 
ci conduce nella nascente civiltà greca, 
strettamente legata ad una divinità, 
originaria in qualche modo dell'area mesopotamica,
 cui i Greci attribuiranno la scoperta, 
o meglio la "creazione" del vino: Dioniso. 
In Grecia, e soprattutto con il culto di Dioniso, 
il vino diventa veramente nettare degli dei. 
La bevanda, che ancora oggi è considerata 
fonte di verità dalla saggezza popolare, 
è infusione di energia vitale; 
una vera e propria pozione magica, 
quella che permise ad Odisseo di sconfiggere il Ciclope. 
Quella pozione magica, che richiede grandi conoscenze, 
e soprattutto grande passione, 
per essere adeguatamente riprodotta,
 e tramandata di generazione in generazione.


Con grande piacere ospito nel mio blog